Thursday, November 22, 2007

The wall - open letter to Pittsburgh friends

Dear friends / Pittsburgh family,

For the pictures and all the nicest written thoughts I got from you my during last days there and before, I'll need a wall, to hang them all and have them in my eyes every morning. I still don't have that wall, since, as you know, I'm not sure where I'll be next.

But, more important, I'd need a wall to spread on it all the images of your faces I saved in my mind in all this time, either smiling, laughing or seriously engaged in some conversations or activities. I would also sketch on it the intense moments and experiences I had with each of you, to show everybody else. Again, the wall is not there yet, maybe is waiting somewhere, probably has still to be built.

So I'll have to keep all this inside, for the moment. I know I'll have a hard time trying to express the life I had in Pittsburgh beyond the mere events. As we agreed many times, Pittsburgh grows on you. I want to think it's because of the steelworkers past, so full of real life, which melted into the dynamic cultural activity around Universities, now mixing together many different people.

I'm sure that new exciting things are coming for everybody, but I'll miss this city and YINZ all.
In any case we'll meet again soon, this is certainly just the beginning: as we say, this is not an "addio", but only an "arrivedereci".
I'm not sure somebody said this before, but definitely "Ich bin ein Pittsburgher!".

A hug,
Marco

PS I turned a little bit sentimental during the last days there, so I hope you can forgive me if I went too far.

Bruxelles - Lisboa - Pittsburgh - Washington

Il team della mia amica portoghese/belga Ines, phD student qui a Carnegie Mellon (Università rivale con la mia:)), ha vinto una prestigiosa gara nazionale tra Università con una lettera su temi energetici a cui tutti i candidati per la Presidenza US dovranno rispondere. Sono finiti su USA today e non so che altro quotidiano. Qui il link alla pagina dell'Università (con foto), e qui, per chi fosse interessato, la lettera.

Serve il cervello, serve la fede (con la f minuscola!!!), serve che molte cose nella vita vadano per un certo verso, anche se magari non si è poi comunque del tutto soddisfatti. E serve coraggio, cosa che pure non le manca.

Beh, solo un esempio di qualche cosa buona che ci sfiora da abbastanza vicino, ogni tanto. Come dice la grande Milena Gabbanelli, conduttrice di Report, "...e adesso una buona notizia"!

Thursday, November 15, 2007

Governanti

L'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga voterà no alla legge finanziaria. A renderlo noto è lo stesso presidente emerito della Repubblica in un comunicato. "Non condividendo la lettera inviatagli da inviatagli da Prodi, Cossiga parteciperà a votazione su approvazione finale della legge finanziaria e voterà contro la sua approvazione per protesta - si legge nella nota - contro l'intenzione della maggioranza di istituire una commissione di inchiesta sui fatti del G8 di Genova, in quanto contro la polizia di Stato e l'arma dei carabinieri".

Fonte: Repubblica, 15-11-07
Foto: blogosfere.com

Friday, November 09, 2007

Barcelona es esplendida malgrat els italians

...firmato Vinicio Capossela.

Sottoscrivo, e guardatevi il video (italiano con sottotitoli in catalano). Marco

Tuesday, November 06, 2007

Maestro di vita

"Buonasera, scusate se sono un po' commosso e, magari, si vede"...

Un altro padre che scompare, in questo caso un padre della parola scritta - come lo fu per me Manuel Vazquez Montalban - ma anche parlata. Credo di aver ricevuto una guida dalle sue parole, e da quella che si intravedeva essere la sua natura di uomo, con la sua fermezza, la sua serenita', la sua storia di partigiano.
Il mio ricordo di Enzo Biagi non e' legato all'editto bulgaro, col quale Berlusconi lo caccio' dalla televisione - e Biagi non si poteva certo qualificare come un feroce oppositore ideologico, il che faceva ancora piu' paura. Il ricordo e' quello di un giornalista, di un maestro, dell'incontro col suo primo libro letto, una serie di interviste dal titolo "Dicono di lei" (che ho in un'altra edizione da quella della foto).
Certo le vicende ultime non possono non restare nella memoria della nostra generazione, con le parole di Biagi: "Dalla Rai dopo 41 anni di servizio mi hanno mandato una disdetta con la ricevuta di ritorno. Bene, rifarei tutto quello che ho fatto. Sono sempre stato dalla parte di quelli che non vincono".

Wednesday, October 24, 2007

Sangue

"Io non credo al pregiudizio di sangue, al fatto che noi abbiamo un debito verso i familiari: i sentimenti si devono guadagnare. E comunque, credo che ogni figlio debba fare ciò che è necessario: compreso il cambiare pelle, rispetto ai genitori. Per poter sentire che la vita ci appartiene".

Sean Penn, commentando "Into the wild", il suo ultimo film.

Saturday, October 06, 2007

Videominuto

Take a look to the corti (short videos) from the last edition of the Videominuto contest (Prato, Sept 06). I couldn't find the ones from the 2007 edition, yet. The first 5 from the top, at least, are wonderful...I'll keep checking the others.

Just click here: Videominuto

Here the winner, "Fuga" ("Escape"), by Guido Giacomo Baroncelli.

Sunday, September 23, 2007

In Pittsburgh again

Well, I'm here again. Da ormai venti giorni, per un breve periodo ancora. Ho cambiato di nuovo casa, e ora subaffitto da Julien, un amico di Nantes che gia' conoscevo dallo scorso anno. La casa e' un appartamento in un lotto di edifici tutti uguali, un tempo di lavoratori del settore delle acciaierie. Era la zona in cui si erano stabiliti i migranti russi, detta appunto Russian hill.

Gran parte della famiglia dell'anno scorso se n'è tornata in Europa: Sandra, Anna, Josep (Catalunya), Ravinder (UK) i Vincent (France) hanno lasciato Pittsburgh. Altri sono rimasti (Marta, Pierre, Ana, Felix), altri amici sono ormai stanziali, per loro fortuna o sfortuna: tra questi Piero e Jitka, MaryRose e Laird. Un piccolo nucleo, a cui si aggiunge gente nuova, incontri ormai inaspettati e piacevoli. Ormai mi sento un po' caduco, con un piede qui e uno nella vecchia Europa, ma per il poco tempo che rimane resto attaccato alla vita del Burgh, forse più di prima, visto che già da tempo qualche radice che mi lega a questo luogo è spuntata.

Insomma, solo un breve aggiornamento, anche per chi, come gli amici Beltra o Alessio, non si sono rassegnati alla morte del blog. Ma è solo un passaggio fugace, almeno per adesso. Ero curioso di provare, in particolare, se ancora ricordavo la password, e se dopo tanto tempo il sito mi avrebbe lasciato entrare. Mi sono fatto prendere un po' la mano. La verità è che ogni tanto ci penso...questo potrei postarlo sul blog. Pero' le cose da fare ormai si accumulano, e non trovo l'energia sufficiente. Per cui credo che per ora resterà una una piccola fessura nel sipario calato, senza strappi di hitchcockiana memoria. Saluti.

Thursday, June 14, 2007

Epilogo: Gaza, guigno 2007

Ci sono cose su cui non è possibile mantenere silenzio e proseguire la meditazione. Alla fine anche Repubblica fa un bilancio su gli ultimi quarant'anni di storia palestinese...si vedeva da lontano, probabilmente adesso è troppo tardi. E' molto doloroso. Di seguito l'articolo di Viola (anche linkato); ovviamente non sono d'accordo con la terz'ultima e pen'ultima riga (d'altra parte Repubblica è un giornale di governo, e ci è arrivato e ci rimane seguendo questa linea).
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ESTERI:
GAZA, LA FOLLIA DEI PALESTINESI E QUARANT'ANNI DI OCCUPAZIONE MILITARE
di SANDRO VIOLA

Mahmud Abbas, il presidente dell'Autorità palestinese, ha ragione: quel che sta accadendo a Gaza è "una follia". Una guerra civile che invece di coinvolgere, come sempre nelle guerre civili, classi sociali diverse, interessi economici in conflitto, ha spinto nel precipizio una stessa massa di pezzenti impazziti. Gli uni e gli altri, quelli di Fatah e quelli di Hamas, senza lavoro da anni, tenuti in vita dagli aiuti alimentari dell'Onu, con montagne d'immondizie e minacce d'epidemie sulla porta di casa, una gran parte senza acqua né luce.

Una massa di disperati che si contendono il potere in un paesaggio di tremenda miseria. In quell'anus mundi che è oggi la Striscia di Gaza. Lo s'era detto giorni fa, e vale la pena di ripeterlo. I palestinesi appaiono incorreggibili. Invece di proporsi verso Israele e la comunità internazionale come interlocutori credibili in un negoziato di pace, essi forniscono pretesti e ragioni a quella parte della società israeliana che non vuole trattative, compromessi, accordi, sostenendo appunto che sul versante palestinese "non c'è nessuno con cui negoziare". E quindi sono loro, i dirigenti e i seguaci di Fatah e di Hamas, i responsabili dei combattimenti di strada in corso da giorni, delle vittime, del caos che stanno sconvolgendo Gaza.

Loro i responsabili di quella che sembra ormai la vera e più drammatica conseguenza dello scontro: il disfacimento dell'Autorità palestinese. Il vuoto politico, l'anarchia forse senza scampo in cui versano ormai i territori della Palestina occupati quarant'anni fa da Israele.

Tutta colpa dell'Islam radicale portato in Palestina da Hamas, e quindi delle divisioni innescate nella società palestinese (un tempo la porzione più laica del mondo arabo) dall'irrompere del fanatismo religioso? No, solo in parte. Ci sono altre colpe, altre responsabilità che hanno condotto alla formazione del contesto sociale e politico in cui oggi vediamo divampare un inizio di guerra civile. Questo è il punto da mettere in luce: il contesto, il quadro in cui sono giunti al punto d'esplosione le rivalità, la rabbia intestina, "la follia" dei palestinesi.

Ricostruire fase per fase, episodio per episodio, il formarsi del contesto da cui sono scaturiti i combattimenti di Gaza, sarebbe lungo.
Bisognerà quindi limitarsi ad elencare le tappe, i fatti principali. Intanto l'occupazione. Che cosa hanno prodotto nelle menti, nell'animo dei palestinesi, quattro decenni di occupazione militare israeliana? Quarant'anni di terre espropriate, di acque deviate verso le piscine delle colonie ebraiche, di ulivi dei contadini palestinesi tagliati alla base durante i raid dei coloni più estremisti, di rappresaglie devastanti, di code interminabili ai posti di blocco dell'esercito.

È mai stata fatta giustizia, da parte israeliana, dei soprusi dei coloni, delle inutili violenze dell'esercito ai posti di blocco, delle partorienti che rischiavano di partorire per strada e sotto il sole a picco, delle tre ore e più che uno studente impiegava per superare il reticolo dei check point e raggiungere la sua scuola o università a pochi chilometri da casa? È mai stata chiesta giustizia dalla comunità internazionale per gli "omicidi mirati" che l'esercito e l'aviazione d'Israele compiono da anni, vere ed proprie condanne a morte senza l'ombra di un'istruttoria o d'un processo? Sì, quella palestinese è una follia: e un episodio di ieri - due donne, di cui una incinta, che cercavano d'entrare in Israele cariche d'esplosivo per farsi saltare in un posto affollato - costituisce un dettaglio significativo della caduta della ragione nel mondo palestinese.

Ma un'occhiata al "contesto" per vedere se da esso siano venute alcune delle cause di tale follia, alcuni degli stimoli al suo scatenamento, è doverosa. È doveroso chiedersi quale altro popolo avrebbe sopportato senza perdere la ragione i quarant'anni che hanno vissuto i palestinesi. È vero: sono stati loro, con i loro kamikaze, ad imprimere una delle svolte più tragiche e bestiali al conflitto che li oppone ad Israele. Ma anche qui il "contesto" suggerisce qualcosa che va tenuto a mente.

I kamikaze di Hamas sono comparsi nel 2001, trentaquattro anni dopo l'inizio dell'occupazione. Non c'erano kamikaze, prima. Quanto ad Hamas, chi conosce le vicende della Palestina occupata sa bene quanta parte abbiano avuto gli israeliani nell'insediamento degli islamisti a Gaza e in Cisgiordania. Come nella seconda metà degli Ottanta fossero visti, da Ariel Sharon in particolare, quali utili contendenti dell'Olp di Arafat. Come ne vennero favorite la crescita e le attività, così da produrre due risultati: uno certo, l'indebolimento dell'Olp, e un altro auspicabile, lo scontro interno tra le due fazioni. Non c'è dubbio: oggi hanno ragione gli israeliani che sostengono l'assenza di interlocutori affidabili sul versante palestinese. Con chi si dovrebbe negoziare: con le bande armate di Hamas, con quelle della Jihad islamica, con i resti delle forze fedeli a Mahmud Abbas? No, con questi, a questo punto, non è possibile trattare.

Ma il "contesto" ci serve anche a vedere come siano stati bruciati da Israele quelli che forse avrebbero potuto essere gli interlocutori affidabili. Arafat prima, screditato, ridicolizzato dall'assedio posto da Sharon, per un anno e mezzo, al suo quartier generale di Ramallah, mentre Hamas convinceva i palestinesi che l'unica via d'uscita dall'occupazione fossero gli attentati e l'intransigenza verso "l'entità sionista". E poi Mahmud Abbas, bruciato anch'egli da Sharon al momento del ritiro da Gaza. Ritiro unilaterale, senza che Abbas vi avesse alcun ruolo, senza che vi fosse una sia pure simbolica consegna della Striscia all'Autorità palestinese. Forse l'atto più rilevante per la vittoria di Hamas alle elezioni palestinesi del marzo 2006.

E in ultimo sarà bene non dimenticare la sospensione degli aiuti e dei finanziamenti all'Autorità palestinese, decretati dagli Stati Uniti e dall'Unione europea dopo la formazione del primo governo Hamas, e in larga parte ancora mantenuta nei confronti del governo di unità nazionale Hamas-Fatah. Certo, sembrò giusto tagliare i fondi ad un'organizzazione come Hamas, che non ha mai rinunciato al terrorismo e non intende riconoscere Israele. Ma oggi bisogna forse parlare d'un errore. La povertà a Gaza è aumentata, la disperazione ha spento gli ultimi barlumi di ragione, e questo ha certamente avuto un peso nell'innesco dello scontro intestino.

Ecco, il "contesto" non va dimenticato. Quando si critica la politica dei governi israeliani, bisogna sempre tenere presente che Israele è l'unico Stato di cui una parte del mondo discute ancora sulla sua legittimità, sui suoi confini, e anzi contesta l'una e gli altri. Questo induce a giustificare, volta per volta, anche gli errori più gravi della politica israeliana. Ma d'altra parte, come ignorare che sono stati anche quegli errori a produrre "la follia" palestinese?

(14 giugno 2007)

Friday, May 11, 2007

Pausa di riflessione

...amici (e non), queste pagine non hanno ancora compiuto un anno, ma un anno fa e' cominciato comunque un viaggio mentale. Ho bisogno di un po' di respiro, e di disintossicarmi dal blog. Per cui, puo' darsi che ci sentiamo domani o anche tra qualche settimana.

Intanto, continuero' a leggermi i vostri, di blog - cosa che per la verita' ultimamente faccio di rado -, e per chi non ne ha...keep in touch!

A presto,
M

Tuesday, May 08, 2007

Campo base

Per la cronaca, di nuovo nel "Burgh".

Tuesday, May 01, 2007

Rotta verso Seattle, WA

Hello folks,

Domani me ne volo a Seattle, patria del "movimento no-global", del grunge (casa dei mitici Pearl Jam) e, meno nobile, location della serie "Gray's Anatomy".
Un pomeriggio di turismo e due giorni e mezzo di congresso.

Sono piuttosto curioso, ho sentito che la citta' e' bella e l'atmosfera molto liberal e rilassata, come mi immaginavo. L'unica seccatura e' che sono 8 ore di viaggio, visto che e' sulla west coast (3 ore di fuso orario), e da Pittsburgh non ci sono voli diretti. Facevo prima a tornare nella vecchia Europa...

Comunque, se qualcuno di voi c'e' stato e ha qualche consiglio, si faccia avanti! Grazie.
Vi daro' mie notizie.

Friday, April 27, 2007

Il cerchio comincia a chiudersi

Questo fine settimana si conclude il semestre, e, con esso, l'anno accademico. Ci sono stati gli esami, ora spazio solo alle celebrazioni per chi si "gradua" o si "dottora". Il campus è frenetico, gli studenti si muovono in giro con bassi cestini dotati di ruote per svuotare i propri appartamenti, e sembrano tanti, felici, "busy bees". Da lunedì i prati rimarranno vuoti, attraversati da qualche faculty che si sposta per una riunione. Finalmente si potrà sedere, sul bus, per leggere comodamente, invece che farlo avvinghiati a un palo, in equilibrio con tre persone.

Sarà come quel Maggio del 2006, quando scoprii questa città che mi apparve deserta, e brutta. Ricordo quegli stessi carrelli che scorrazzavano allo stesso modo alla mia seconda visita, a fine Agosto, per popolare i campus e dare un volto alla città. Da allora molte scoperte, posti insospettabilmente gradevoli, e soprattutto persone, che sono l'essenza dell'esistenza, dovunque si viva.

Wednesday, April 25, 2007

Il paradosso di Achille...

La tartaruga che sto accudendo è depressa. Sono 4 giorni che non mangia, se ne sta immobile muovendo solo la testa dentro e fuori dall'acqua...l'unico moto che osservo è lo spavento che le fa ritrarre la testa nel guscio. Credo che senta la mancanza dei legittimi proprietari, o semplicemente non sa l'italiano, come dicono loro. Insomma, il povero essere imprigionato in un acquario è più sensibile di quanto si creda. Chissà se risponde alla Sertralina...ma magari le toglie l'appetito ancor di più! Speriamo che resista.

Monday, April 23, 2007

Bona diada de Sant Jordi

La giornata di oggi, 23 Aprile, e' celebrata in Catalunya come la festa del patrono...
Riporta Wikipedia, "The main event is the exchange of gifts between sweethearts, loved ones and respected ones--historically, men gave women roses, and women gave men a book to celebrate the occasion. In modern times, the mutual exchange of books is customary".
Le numerose poesie catalane che magnificano Sant Jordi o l'amore in occasione di questa giornata non mi piacciono un granche'. Per cui, due righe relativamente attinenti da Joan Salvat Papasseit, autore del "Poema de la rosa alls llavis". Ben accetti altri suggerimenti, in qualsiasi lingua.
PROVERBI...
Així la rosa enduta pel torrent,
així l'espurna de mimosa al vent,
la teva vida, sota el firmament.
[As the rose swept off by the torrent,
as the flash of mimosa in the wind,
your life, under the firmament].

Friday, April 20, 2007

Per la Cronaca...l'e' tutto da rifare!

Oltre alle foto dell'harem di B*rlusconi, in cui lo psiconano ex presidente del Consiglio dei Ministri e' ritratto con giovani letterine sulle ginocchia, intento a esplorare qualcosa sotto le loro magliette, altre notizie non hanno avuto abbastanza risalto sulla stampa nazionale.

Sul Corriere galleggia a centro pagina: "Il Papa abolisce il limbo"..."salvi i bimbi morti senza battesimo"..."Il testo, di 41 pagine e intitolato «La speranza di salvezza per i bimbi che muoiono senza essere battezzati», è stato elaborato dalla Commissione di 30 membri, che funge da staff di consulenza per il Vaticano e in particolare per la Congregazione per la dottrina della fede". Quelli che sono morti fino a ieri chissa' che fine faranno: l'articolo non specifica se la sentenza sia retroattiva. A questo punto dovranno fare un corollario per la Divina Commedia, decidendo se il limbo va cancellato o no, ed eventualmente redistribuire le anime in maniera equa, tenendo conto del sovraffollamento delle carceri.

Uno dei motivi dello scarso risalto dato a questa notizia, che con sincerita' non vedo secondaria alla presenza del suddetto psiconano ai congressi di DS e DL, e' forse lo sciopero di Repubblica, in corso da alcuni giorni. La testata, infatti, non manca quasi mai di dedicare il paginone centrale all'alto clero.

Wednesday, April 18, 2007

Corollario(i) - qui è un casino, Kitt!

...segue dal post precedente, chi non lo avesse fatto lo legga e resterà di stucco.

Primo: nel lettore della macchina ci ho trovato pure un CD non rigato di Leonard Cohen ...quindi ho tutto il diritto di chiamarla davvero supercar, o la fantastica macchina di plastica.

Secondo: ma Michael Knight aveva una vita sentimentale, o almeno sessuale? Si limitava a flirtare con Bonnie, ma poi aveva una storia con Devon Miles? O era talmente frustrato che ha dovuto fare Baywatch per rifarsi, e per ristrutturarsi la reputazione? Certo, il passaggio di consegne tra i due ruoli di Hasselhoff, il puritano Michael e il libertino Mitch Buchannan, la dice tutta sulla deriva della morale. Mi sorprendo che Giuseppe e Tarcisio non abbiano ancora espresso la loro opinione in merito.

Sul tema, poi, potrei andare avanti all'infinito: tipo, ho appena scoperto che Baywatch è stata la serie più vista in TV in tutto il mondo, che David Hasselhoff sta preparando il ritorno di Knight Rider per il 2008 (vediamo se riesco a rifilargli Kitt per 500 dollari) e che è un cantante famosissimo in Germania, dove ha tenuto un concerto nell'89, per la caduta del muro, con 500mila spettatori (fossi Papa io questo mi preoccuperebbe molto, ma molto di più).

Ora basta, vo a letto.

Tuesday, April 17, 2007

Ce l'ho io!

Qualche giorno fa è apparsa sui giornali la notizia che sono stati messi in vendita i quattro esemplari usati per la serie TV Knight Rider - conosciuta in Italia come Supercar e in Spagna come El cotxe fantastico- (cliccare per credere).
Quella serie è stata un pezzo della mia infanzia, e non ho potuto resistere. Si, è vero, grazie alle mie amicizie e a un po' di fortuna uno dei quattro Kitt è mio...
Invidiosi, eh? E non pensate che sia una volgare imitazione completamente in plastica, magari prodotta dalla Saturn. Cammina davvero...come si dice, "je manca solo 'a parola!", che poi la voce di Kitt era "un'ottava sopra il rutto".

Tutto questo in cambio di qualche ora di turtle-sitting: in sostanza ogni due giorni devo andare ad alimentare la tartaruga di David Hasselhoff, in arte Michael Knight (che nella foto in alto dice proprio: Marco, lo voglio dare a te questo catorcio!). Tutto vero! Mi voleva lasciare da accudire anche un dalmata di 60 chili, ma mi sono fermamente opposto.

Ora devo andare..."vieni a prendermi, Kitt!".

Monday, April 16, 2007

Virginia Tech: commenti?

Non ho ulteriori riflessioni, intelligenti e non, rispetto a quelle che tutti voi avrete fatto e potreste fare - il degrado culturale e ambientale, i media, le armi, la rifle association e la distorsione del valore costituzionale della libertà. Vivendo da questa parte, non si possono che condividere ancora di più, anche se in una città universitaria come Pittsburgh, che ha una respiro vitale più ampio della mera città campus come può essere Blacksburg, sede di Virginia Tech, queste cose non si avvertono. Ma probabilmente anche in un posto come quello, con il campus in the middle of nowhere, nessuno si aspetta niente finchè non succede, o tutti sanno che prima o poi potrebbe. Da Pittsburgh la Virginia non è poi lontana, ci si arriva in macchina in un 5 ore, che da queste parti non è molto, un sacco di gente qui ha amici e figli di amici che studiano a Virginia Tech.

Mi riservavo una foto per qualche post successivo, ma perchè non postarla ora, che cambia?
Questo è un sabato normale di qualche mese fa, quello che spunta nella foto è il mio ex coinquilino, eravamo entrati a curiosare da un Decathlon, Cisalfa o Nencini sport qualsiasi...un documento, ti controllano la fedina penale, riempi un foglio, e te ne vai sicuro ad allenarti sui piccioni...se cliccate sulla foto si vede ancora meglio...

Friday, April 13, 2007

Recentemente

E' un periodo denso di lavoro, con discreta soddisfazione per il ritmo e la mia personale organizzazione. Questa è la principale spiegazione del perchè il blog sonnecchia -non me ne cruccio- e le mie visite alle a quelli degli altri sono scarse. Si è ridotta persino la frequenza con cui faccio il mio abituale giro sul web, più volte al giorno (purtroppo Repubblica, purtroppo Corriere, talvolta il Manifesto - sono abbonato, ma 1) purtroppo ha la password che è uno strano numero e non può essere salvata, e 2) purtroppo spesso trovo roba troppo interessante che mi distoglie dal lavoro -, talvolta Grillo, il NY Times - purtroppo il sito è un po' incasinato - il sito della Fiorentina - serve come washout, per disintossicarsi da qualsiasi pensiero, ma se hai fortuna ti puoi imbattere nella foto di Metellone al Golden Gate con la maglia viola). Insomma, tutto questo si è drasticamente ridotto, nelle ultime due settimane, ed ho anche finito con sommo dispiacere di leggere la autobiografia di NR Mandela, che mi ha accompagnato come un padre ogni sera e ogni mattina, al risveglio, nei dieci minuti di bus.

Ma le mie serate si sono rimpite di film, grazie al fantastico sistema di librerie, Carnagie Libraries of Pittsburgh, in cui si trova di tutto, si può noleggiare più film per una settimana, prenderli in un punto della città e riportarli in un altro più conveniente, e soprattuto completamente gratis! Così, come mi viene, nelle ultime serate si sono succeduti Raging bull (Scorzese), grande film, The milion dollar baby (Easwood), ottimo film, Le fils (Dardenne), grande pure questo, come anche il rinomato Underground (Kusturica), Maria full of grace (Marston), non male, con una protagonista che vale da sola il film, A fish called Wanda (Charles Crichton), eccessivo e pesante. Due righe in più voglio spenderle per gli ultimi due visti, quindi "prinicipia a avviare i curturale", chi cambia canale fa bene.

Spike Lee mi è sempre piaciuto, Mo' Better Blues, Jungle Fever, Fa' la cosa giusta sono nel mio cuore, col loro ritmo dinamico, un po' incazzato un po' rassegnato. Oltretutto è innegabile che quest'uomo sia un sibolo. Anche Malcom X è un gran film. Non so dire perchè mi sia piaciuto così tanto Crooklyn, un film che può sembrare quasi statico, se ci si ferma alla trama. E' una sorta di percorso di formazione: dallo spaccato iniziale della famiglia Carmichel, della quale tutti i componenti sono così reali e vivi, l'obiettivo stringe sulla piccola Troy, unica femmina di numerosi fratelli. Cresciuta in mezzo ai maschi, Ladybug, come viene chiamata affettuosamente dalla madre, è la più piccola ma la più tosta e matura, e la sua schiena di bambina di 10 anni tenterà di portare grosse responsabilità. Il film è leggero, pieno di bellissime canzoni R&B, e ho avuto davvero bisogno dei sottotitoli per seguire la tipica cadenza black brooklyniana.

Avevo già visto Personal Velocity (di Rebecca Miller, scrittrice e figlia di Arthur). Me ne sono accorto alla prima scena, senza dubbio, ma sono rimasto a guardarlo scorrere. Tre storie di giovani donne ameircane che tentano di cambiare la sorte avversa, e forse ci riescono, anche se non è detto che riescano a liberarsi dei propri difetti. Il film è tagliente e le immagini sono bellissime. Le protagoniste, outstanding. Il messaggio finale è degno del film, e richiama alla vita e, perdonate l'espressione, alla speranza.