Friday, May 11, 2007
Pausa di riflessione
Intanto, continuero' a leggermi i vostri, di blog - cosa che per la verita' ultimamente faccio di rado -, e per chi non ne ha...keep in touch!
A presto,
M
Tuesday, May 08, 2007
Tuesday, May 01, 2007
Rotta verso Seattle, WA
Domani me ne volo a Seattle, patria del "movimento no-global", del grunge (casa dei mitici Pearl Jam) e, meno nobile, location della serie "Gray's Anatomy".
Un pomeriggio di turismo e due giorni e mezzo di congresso.
Sono piuttosto curioso, ho sentito che la citta' e' bella e l'atmosfera molto liberal e rilassata, come mi immaginavo. L'unica seccatura e' che sono 8 ore di viaggio, visto che e' sulla west coast (3 ore di fuso orario), e da Pittsburgh non ci sono voli diretti. Facevo prima a tornare nella vecchia Europa...
Comunque, se qualcuno di voi c'e' stato e ha qualche consiglio, si faccia avanti! Grazie.
Vi daro' mie notizie.
Friday, April 27, 2007
Il cerchio comincia a chiudersi
Sarà come quel Maggio del 2006, quando scoprii questa città che mi apparve deserta, e brutta. Ricordo quegli stessi carrelli che scorrazzavano allo stesso modo alla mia seconda visita, a fine Agosto, per popolare i campus e dare un volto alla città. Da allora molte scoperte, posti insospettabilmente gradevoli, e soprattutto persone, che sono l'essenza dell'esistenza, dovunque si viva.
Wednesday, April 25, 2007
Il paradosso di Achille...
La tartaruga che sto accudendo è depressa. Sono 4 giorni che non mangia, se ne sta immobile muovendo solo la testa dentro e fuori dall'acqua...l'unico moto che osservo è lo spavento che le fa ritrarre la testa nel guscio. Credo che senta la mancanza dei legittimi proprietari, o semplicemente non sa l'italiano, come dicono loro. Insomma, il povero essere imprigionato in un acquario è più sensibile di quanto si creda. Chissà se risponde alla Sertralina...ma magari le toglie l'appetito ancor di più! Speriamo che resista.
Monday, April 23, 2007
Bona diada de Sant Jordi
Riporta Wikipedia, "The main event is the exchange of gifts between sweethearts, loved ones and respected ones--historically, men gave women roses, and women gave men a book to celebrate the occasion. In modern times, the mutual exchange of books is customary".
així l'espurna de mimosa al vent,
la teva vida, sota el firmament.
as the flash of mimosa in the wind,
your life, under the firmament].
Friday, April 20, 2007
Per la Cronaca...l'e' tutto da rifare!
Wednesday, April 18, 2007
Corollario(i) - qui è un casino, Kitt!
Primo: nel lettore della macchina ci ho trovato pure un CD non rigato di Leonard Cohen ...quindi ho tutto il diritto di chiamarla davvero supercar, o la fantastica macchina di plastica.
Secondo: ma Michael Knight aveva una vita sentimentale, o almeno sessuale? Si limitava a flirtare con Bonnie, ma poi aveva una storia con Devon Miles? O era talmente frustrato che ha dovuto fare Baywatch per rifarsi, e per ristrutturarsi la reputazione? Certo, il passaggio di consegne tra i due ruoli di Hasselhoff, il puritano Michael e il libertino Mitch Buchannan, la dice tutta sulla deriva della morale. Mi sorprendo che Giuseppe e Tarcisio non abbiano ancora espresso la loro opinione in merito.
Sul tema, poi, potrei andare avanti all'infinito: tipo, ho appena scoperto che Baywatch è stata la serie più vista in TV in tutto il mondo, che David Hasselhoff sta preparando il ritorno di Knight Rider per il 2008 (vediamo se riesco a rifilargli Kitt per 500 dollari) e che è un cantante famosissimo in Germania, dove ha tenuto un concerto nell'89, per la caduta del muro, con 500mila spettatori (fossi Papa io questo mi preoccuperebbe molto, ma molto di più).
Ora basta, vo a letto.
Tuesday, April 17, 2007
Ce l'ho io!
Quella serie è stata un pezzo della mia infanzia, e non ho potuto resistere. Si, è vero, grazie alle mie amicizie e a un po' di fortuna uno dei quattro Kitt è mio...
Invidiosi, eh? E non pensate che sia una volgare imitazione completamente in plastica, magari prodotta dalla Saturn. Cammina davvero...come si dice, "je manca solo 'a parola!", che poi la voce di Kitt era "un'ottava sopra il rutto".Tutto questo in cambio di qualche ora di turtle-sitting: in sostanza
ogni due giorni devo andare ad alimentare la tartaruga di David Hasselhoff, in arte Michael Knight (che nella foto in alto dice proprio: Marco, lo voglio dare a te questo catorcio!). Tutto vero! Mi voleva lasciare da accudire anche un dalmata di 60 chili, ma mi sono fermamente opposto.Ora devo andare..."vieni a prendermi, Kitt!".
Monday, April 16, 2007
Virginia Tech: commenti?
Mi riservavo una foto per qualche post successivo, ma perchè non postarla ora, che cambia?
Questo è un sabato normale di qualche mese fa, quello che spunta nella foto è il mio ex coinquilino, eravamo entrati a curiosare da un Decathlon, Cisalfa o Nencini sport qualsiasi...un documento, ti controllano la fedina penale, riempi un foglio, e te ne vai sicuro ad allenarti sui piccioni...se cliccate sulla foto si vede ancora meglio...
Friday, April 13, 2007
Recentemente
Ma le mie serate si sono rimpite di film, grazie al fantastico sistema di librerie, Carnagie Libraries of Pittsburgh, in cui si trova di tutto, si può noleggiare più film per una settimana, prenderli in un punto della città e riportarli in un altro più conveniente, e soprattuto completamente gratis! Così, come mi viene, nelle ultime serate si sono succeduti Raging bull (Scorzese), grande film, The milion dollar baby (Easwood), ottimo film, Le fils (Dardenne), grande pure questo, come anche il rinomato Underground (Kusturica), Maria full of grace (Marston), non male, con una protagonista che vale da sola il film, A fish called Wanda (Charles Crichton), eccessivo e pesante. Due righe in più voglio spenderle per gli ultimi due visti, quindi "prinicipia a avviare i curturale", chi cambia canale fa bene.
Spike
Avevo già visto Personal Velocity (di Rebecca Miller, scrittrice e figlia di Arthur). Me ne sono accorto alla prima scena, senza dubbio, ma sono rimasto a guardarlo scorrere. Tre storie di giovani donne ameircane che tentano di cambiare la sorte avversa, e forse ci riescono, anche se non è detto che riescano a liberarsi dei propri difetti. Il film è tagliente e le immagini sono bellissime. Le protagoniste, outstanding. Il messaggio finale è degno del film, e richiama alla vita e, perdonate l'espressione, alla speranza.
Sunday, April 08, 2007
Per completezza...
Cheers!
(Per completezza...vedi ultimi due post, Lost, and found I e II).
Image from allposters.com
Wednesday, March 28, 2007
Lost and found, II parte
Cristine e Eric si scrivono spesso, ogni giorno, ormai. Lei rientra dalla lezione e trova un altro commento, ma non lo cerca in chat, perché lui non è ancora tornato da Arby’s, turno di pomeriggio. Eric e Cristine parlano a lungo al telefono, tutti e due hanno Verizone, cool, un sacco di minuti gratis.
Dopo un mese Cristine conosce Eric più di quanto abbia conosciuto chiunque altro nella vita, a parte sua madre. Ed Eric sa che Cristine ha visto almeno cinquanta volte Gladiator e trenta Kill Bill, e che ha una voce sottile ma forte. Un mese e mezzo, e si scambiano le foto, hanno un po’ di paura ad aprire il file. Dopo due mesi la Hyunday di Eric attraversa il Missouri, un pezzo di Illinois, l’Indiana e l’Ohio, e dopo mille chilometri arriva in western Pennsylvania.
Eric sa già che riempirà un’application per il College, a Pitt, che prenderà in una sacca i suoi vestiti e rifarà quella strada, presto. Troverà una stanza al piano terra di una grande story house, dividerà la cucina con un italiano che non sta mai a casa, e Cristine porterà nella sua stanza i suoi 150 dvd, che non sopporta più quella stronza della sua compagna di casa. Tutti e due dormiranno, di pomeriggio, dopo la lezione di danza, al risveglio Eric farà cadere un bicchiere per terra, e usciranno per un sandwich da Panera. Eric aspetterà la chiamata da Harris Grill, per qualche giorno di apprendistato e forse un lavoro, ma intanto avrà tempo di pulire bene la sua stanza, che il prossimo fine settimana la madre di Cristine sarà in città, per il recital della figlia.
Lost, and found...
Eric è del Nebraska, ma vive in Oklahoma. Ha vent’anni, studia Educazione al college e lavora da Arby’s. E’ estroverso e gentile, sa cucinare maccaroni and cheese ma di solito rientra a casa con una pizza take away. E' piuttosto sovrappeso e ha due occhi azzurri vivi. Eric è parzialmente sordo. Gli amici gli parlano più forte, agli estranei deve chiedere spesso “What’s @?”. Porta t-shirt chiare e scarpe da ginnastica, e in casa cammina scalzo. Gli piace che la sua stanza, in affitto da un amico, sia pulita, ma non è organizzato, quindi la stanza è un casino. Eric ha una ragazza conosciuta in un bar, che lavora full-time e spesso gli offre da bere. Segue Lost – tv serie –, è persino iscritto al sito web, commenta gli episodi e legge i commenti degli altri.
Tra le quattro e le cinque insegna tap. Cristine è una ballerina. Tra qualche mese i suoi allievi faranno un piccolo recital. E’ del nord della Pennsylvania, ma si è trasferita nel middle-west per andare al college. Ha diciotto anni, gli occhi verde smeraldo su un viso pallido e una coda di capelli crespi, neri. E’ timida, e si nasconde dietro gli occhiali, se non ti conosce. A Pitt divide una stanza alla casa dello studente con un’altra, più grande, a cui piace un po’ comandare. Cristine, quando rientra in camera, nel pomeriggio, non ha voglia di parlare, accende il portatile, apre il frigo e beve un lungo sorso dalla bottiglia, e si siede con la schiena appoggiata alla testata del suo letto e il portatile sulle gambe. Dà un’occhiata al suo profilo, su my space, lancia messenger, guarda le foto che la sua amica della high school ha postato nella sua pagina. L’icona del messenger lampeggia, in basso, sua sorella è in linea anche lei. Non legge la chat, gira sul sito di Lost – tv serie – per vedere se ci sono commenti dopo quello che ha lasciato ieri notte. Ce ne sono un paio, sweet!, risponde ai commenti e poi chatta con sua sorella.
Pic: Litchfield Towers (Pitt's dorms)
Sunday, March 25, 2007
Appunti sulle proteste al quarto anniversario, 3° e ultima parte
a Pittsburgh, 24 Marzo. Si è toccato l'apice!Solo questo...una band di strada (tipo i fiorentini "fiati sprecati") suonava e cantava una versione americana di Bella ciao, con un testo distorto che poco aveva a che fare.
Mi sono ritrovato a cantare, da solo, la versione orginale al megafono, camminando su Craig south, e hanno preteso il bis tra Fifth e Bouquet street.
Un successo di pubblico e critica, chissà se anche qualche agenzia federale avrà preso nota.
Tuesday, March 20, 2007
Appunti sulle proteste al quarto anniversario, 2° parte
la marcia al Pentagono. Metti un italiano, quattro catalani, due francesi e un olandese a Washington, un sabato mattina in cui il vento tagliente ancora spazza le strade. Metti un giorno di Marzo, a 4 anni dall’inizio della guerra in Iraq e a 40 da quella in Vietnam.
o il percorso, dal Lincoln memorial fino al ponte sul fiume Potomac. Tra i due fronti, poliziotti a cavallo. Traditori, terroristi, se non vi piace andatevene dagli US, la pace attraverso la forza, questi alcuni slogan nei cartelli e dalle gole dei contro-manifestanti. Qualcuno fa il gesto di sparare con una pistola di tre dita su noi manifestanti. Le bandiere americane sventolano con orgoglio fuori, in questa ala inquietante che costeggia il corteo, ma anche dentro, dove sta l’altra metà dei veterani, quella contro la guerra. E paradossalmente, a un certo punto un grido all’unisono si leva da tutti e due i gruppi, tuonando “U-S-A, U-S-A”, come a rivendicare l’orgoglio di questo Paese in cui tutto sembra iniziare e finir
e.
mo guidare da un volontario dell’ostello dentro la “diversità” del quartiere del giorno prima, Adams Morgan, storico nucleo di integrazione raziale sperimentale a W. Ma, prima di partire, giro di presentazioni: più di metà del gruppo, cioè noi, è a W per via della marcia. La guida è sorpresa della nostra giovane età rispetto alla media delle manifestazioni nella capitale, in gran parte vecchi hippies senza ricambio generazionale. Poi gli scappa, candidamente:”Allora meglio che non vi dica chi ho votato”. Certo che come no-global pacifisti incazzati non facciamo proprio paura a nessuno! Più tardi, nel bar, gli offriamo persino la birra.
E' sempre possibile ingrandire le foto cliccandoci sopra, anche per vederli nel viso, quelle facce di...bronzo!
Appunti sulle proteste al quarto anniversario, 1° parte
la fiaccolata di venerdì 16 Marzo.Manifestare nel cuore dell’Impero è una bella sensazione. Soprattutto perché capisci che anche qui molta gente non vuole (più?) la guerra in Iraq.
neve stessa. La conversazione con Enrico è stata ampia e piacevole.
PS: E' possibile cliccare sulle foto per ingrandirle...
Monday, March 19, 2007
Vito's anatomy
Mi stavo mentalmente preparando a scrivere del fine settmana passato a Washington DC e delle manifestazioni contro la guerra in Iraq cui ho partecipato...ma sono quelle cose che hai voglia di far sapere ma non veramente di raccontare, e il racconto diventerebbe una cronaca da due soldi. Lo farò quando mi verrà voglia.Tornato a casa sotto una pioggia noiosa, dopo essermi cucinato una veloce pasta alla boscaiola per stasera, domani e i mesi a venire (l'ho buttata nella pentola a occhio), e dopo aver lavato il piatto e un paio di bicchieri arretrati, ho fatto un giro sull'email, spinto dall'abitudine.
Alcuni amici non si fanno sentire per mesi, e a volte questo ti fa sembrare veramente lontano. Ma basta che tu faccia un piccolo passo, ti accosti leggermente, e ti restituiscono qualcosa che non è nemmeno il credito dei mesi passati, è qualcosa di molto, molto di più. La lunga email di Vito, a cui avevo scritto due righe di auguri per l'onomastico, come si usa tra la gente del Sud, è stata l'ultima di un piccolo filone di epistole strappalacrime. Segue a breve quella dell'inafferrabile Moisè Cecconi, amico latitante ma che sa essere melodrammatico al punto giusto, quando vuole.
L'email di Vito l'ho letta proprio lì, sul tavolo della cucina, dopo aver cercato notizie della manifestazione di sabato nei TG italiani. Ed ho alternato attimi di commozione a grasse risate, specialmente nel vedermi riflesso in una celebre frase pronunciata ormai 10 anni fa, durante le lunghe serate sul libro e l'atlante di anatomia. Se non fosse che sono cose personali, e che gli autori potrebbero chiederne i diritti, incollerei queste email qui sul blog, che ognuna vale molto più dei miei post.
Sono cose che ti rimettono al mondo, perdiana, e davvero ti ricordano quanto valga la pena, quel piccolo passo.
Nei prossimi post il meme (come lo chiamano i blogger) che mi chiedi, Vito. Te lo devo.
Thursday, March 15, 2007
Se una notte d'inverno...
Due giorni fa mi sono casulamente imbattuto in un seminario sul sonno tenuto da una psichiatra dell'Università. Calcava molto la mano sul concetto che il letto serve solo per dormire e per fare sesso, e non si deve stare a letto se non si dorme (o si fa sesso). Per cui suggeriva, in caso di risveglio per più di mezz'ora di seguito, di non rimanere a letto, qualunque ora sia, ma di alzarsi e fare qualcosa. Quest'attività dovrebbe essere un qualcosa di non fisicamente e mentalmente impegnativo, che altrimenti risulterebbe più attivante. Uno degli esempi che faceva era quello di riordinare le fotografie. Ora, se solo mi immagino alle tre di notte a riordinare foto mi sento un bischero, come si direbbe a Firenze. Ma secondo voi, che cavolo potrei fare?
Come si dice sempre, "prima di tutto la salute", o "quando c'è la salute...", quindi stavolta non mi deludete, ho bisogno dei vostri consigli su possibili attività notturne.
E buona, hem, notte.
Friday, March 09, 2007
Nave senza nocchiero?
Le leggi elettorali cambiano, i governi cadono, agli occhi degli stranieri la politica italiana è incomprensibile. Non lasciamoci ingannare dalla cronaca. L’Italia è il Paese europeo che ha mantenuto la maggiore stabilità politica, negli ultimi 50 anni.
Molti si chiedono quale sia il segreto dell’Italia, che riesce a rimanere a galla nonostante tutto. E’ proprio il suo sistema politico, che tra accordi, sfiducie, rimpasti, governi tecnici ed elezioni anticipate, riesce a mantenere una solida filosofia politica di base e, sul piano materiale, una costanza dell’orientamento e della programmazione. Il tutto ispirato ad un ideale cattolico, moderato e legato al debito storico verso l’alleanza atlantica, e improntato ad una gestione conservatrice. Maggioranze solide e decentrate o effettiva rappresentanza delle minoranze farebbero rischiare mutamenti politici reali nell'arco di cicli annuali o addirittura quinquennali. Riforme e controriforme, insomma, porterebbero davvero all’instabilità. Il governo più stabile, il Berlusconi secondo, ed il suo Parlamento, sono comunque rimasti ancorati nel mezzo, con moderate aperture alle frange di estrema destra e xenofoba, possibili grazie a concessioni ancora maggiori al centro reazionario.
Al di là delle apparenze, la rotta è chiara. Purtroppo la realtà circostante è mutata, e le sfide non sono più quelle degli anni ‘50 né dei ’70. Al posto fisso è subentrato il precariato dilagante, all’industria la finanza, alla produzione artistica e culturale la distrazione a fini commerciali. La burocrazia non si è mai adeguata al dinamismo e agli scenari mutevoli del presente e del prossimo futuro. Il turismo regge, grazie ai nostri antenati di cui ci ricordiamo sempre meno.
Nonostante il temperamento tragicomico e l'autoironia di noi italiani, navighiamo su una solida corazzata. Anche Dante dovrebbe ricredersi. Ma forse la nave è talmente solida e rigida da non riuscire ad adattarsi al cambiamento dei venti e a navigare in acque più basse. Sembra che non potremo fare altro che stare a guardare, ancora una volta non dipende da noi.
